Francesco Marino Mannoia inizia la sua collaborazione con la
giustizia l'8 ottobre del 1989, offrendo un contributo di grande rilievo alle indagini
sulle famiglie di Cosa Nostra.
Egli, infatti, rappresenta la prima, concreta falla nello schieramento del gruppo dei
"corleonesi" di Riina e Provenzano.
Marino Mannoia, infatti, ha vissuto in prima persona tutte le fasi storiche
dell'organizzazione mafiosa a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, dapprima come uomo
di fiducia di Stefano Bontate e, all'indomani della "guerra di mafia", come
chimico esperto nella raffinazione dell'eroina, inserito a pieno titolo nello schieramento
"corleonese".
Grazie al patrimonio di informazioni acquisito in questa duplice veste, forte anche delle
notizie apprese tramite il pił giovane fratello Agostino - divenuto nel 1985 uomo d'onore
della famiglia di Ciaculli e componente del relativo "gruppo di fuoco" - Marino
Mannoia consente agli inquirenti di aggiornare l'organigramma delle "famiglie" e
il patrimonio di conoscenze gią acquisite grazie alle dichiarazioni di Buscetta, Contorno
e Calderone.
La scelta della collaborazione costerą a Francesco Marino Mannoia la perdita della madre,
della sorella e della zia, assassinate da un plotone di killer mafiosi subito dopo che era
stata diffusa la notizia della sua decisione.
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